Il medico del futuro: “Sarete in grado di diagnosticarvi da soli”

By luglio 24, 2018technology

KRAFT: Stiamo passando dall’internet delle cose all’internet “del corpo” e via via che ognuno di noi entrerà in possesso di dati sulla propria salute e li metterà in condivisione I miglioramenti della medicina e dello stato di salute saranno sensazionali, in tutto il mondo. Ancora oggi “Salute” è sinonimo di curare la malattia. Aspettiamo, insomma, che la malattia si manifesti. Ci curiamo soltanto a seguito di un attacco di cuore, di un ictus o di un cancro. E di conseguenza, i dati che raccogliamo sono intermittenti. Dobbiamo andare in clinica per rilevare la pressione o per un prelievo di sangue. Riguardo alla prevenzione, invece, ci sono oggetti indossabili come gli orologi intelligenti, ad esempio. Questi orologi, prodotti da varie società, rilevano la frequenza e l’attività cardiaca. Possono comunicare con il vostro smartphone e spedire in tempo reale i dati al vostro medico o all’ospedale. E per noi medici è utile il fatto di poter prescrivere esercizi e dire al paziente: “Voglio vedere che fai almeno 10000 passi al giorno, o che dormi almeno sette ore per notte.” Il paziente penserà: “Oh, il dottor Kraft mi sta tenendo sotto controllo”. Beh, questo cambierà la relazione medico/paziente e nel lungo periodo può fare una gran bella differenza. La cura del cancro per esempio – io sono oncologo – Cambierà completamente. Non si potrà più generalizzare dicendo che un paziente ha un cancro ai polmoni… stiamo studiando le 10000 diverse tipologie di cancro. Ognuna di esse sarà stata analizzata e sequenziata dal momento che già oggi i genomi stanno diventando sempre più economici. Poi useremo l’intelligenza artificiale per scegliere la combinazione di medicine più adatta ad ogni paziente e nel tempo la terapia andrà sempre di più migliorando. Può essere che il cancro non sarà sempre curato, ma si potrebbe trasformare in una malattia cronica, dal momento che stiamo imparando a occuparcene in maniera più differenziata e intelligente. Parte fondamentale della medicina futura potrebbe consistere nel prescrivere una app invece di indicare soltanto la medicina o il dispositivo medico… Quindi, se ci sarà un paziente con il diabete, Potremo aiutarlo a occuparsi da solo della sua malattia e controllare in remoto quando prende le sue medicine, o fornirgli tele-visite via webcam. Se avesse bisogno di essere visitato da me gli basterà premere un bottone e oplà, eccomi qui! Il medico del prossimo futuro avrà sicuramente una valigetta digitale: uno stetoscopio digitale, un otoscopio digitale… Se ad esempio hai un problema di pelle, c’è una app che analizza la foto e ti dice se quel neo è pericoloso o se è una semplice lesione.

CRISTINA: Che cosa sta nascondendo nelle sue tasche che ci può mostrare?

K: I nostri smartphone stanno diventando dei veri e propri strumenti medici. Per esempio ho qui un ECG portatile. Se prendo questo piccolo connettore e lo metto a contatto con il telefono, registrerà il mio elettrocardiogramma in tempo reale. Ve lo mostro alla camera. Vedete, lo sta registrando e contestualmente lo sta inviando sul cloud. Tra l’altro è anche in grado di fare le analisi. Il software, in alcuni casi, compie un lavoro migliore di un cardiologo. Questo è un altro strumento che posso indossare e che registra le mie onde cerebrali e le comunica al mio smartphone. Già oggi si potrebbe utilizzare per aiutare i pazienti a concentrarsi, o per rilassarsi e meditare. Può essere utilizzato per aiutare bambini che hanno disturbi dell’attenzione. Se collegato ad un videogioco, il gioco si attiva solo quando sono concentrati e questo li aiuta nell’attenzione anche quando non indosseranno più la cuffia. Nel futuro potrei prescrivere una cuffia del genere a un paziente con ansia o depressione e dirgli: “Vai a casa e usalo per rilassarti almeno dieci minuti al giorno!” la direzione in cui stiamo andando assomiglia sempre di più alla fantascienza. Nel futuro prossimo ognuno di noi avrà in casa apparecchi simile ad un “tricorder”. Qualcuno di voi che conosce Star Trek si ricorderà che il dottor Bones McCoy lo usava per scansionare i suoi pazienti, così. Bene, esiste un concorso chiamato il “Tricorder XPRIZE” che ha già trecento team in lizza per costruire un oggetto come questo. Te lo appoggi sulla fronte così… e ti rileva il battito cardiaco, l’ossigenazione, la pressione sanguigna e l’ecocardiogramma. Comunica direttamente con lo smartphone, registra ogni dato ed è dotato di intelligenza artificiale. La stessa agenzia dello scanner ha inventato uno stick per l’analisi delle urine. È sufficiente immergerlo nel proprio campione… è dotato di un codice QR. Gli fai una foto con l’app e ti comunica se hai un infezione alle vie urinarie o qual’è il tuo livello di proteine, in caso di gravidanza. Il dato potrà essere direttamente inviato al tuo medico e, in caso di malattia, al posto di andare tu in farmacia, un drone potrebbe atterrare in fronte a casa tua e consegnarti l’antibiotico. Esistono anche dispositivi che controllano la corretta assunzione dei farmaci. Per esempio, su questo tappo c’è un GPS. Ogni volta che il paziente utilizza l’inalatore, il tappo regista il segnale e lo invia al GPS, in modo che il suo dottore o sua madre sappiano se ha preso correttamente la medicina. E questo ci potrebbe aiutare a controllare meglio malattie come l’asma, ad esempio. Nelle mie tasche ho anche un campione di “ipill”. È piccola come una compressa, è dotata di videocamera, di GPS e di Bluetooth. potrei ingerirla – questa è inutilizzata – e fotograferebbe il mio tratto gastro intestinale, in un modo molto più comodo rispetto ad una gastroscopia.

C: Molti si chiederanno: “ma quando potremo usare tutto questo?” Voglio dire, le fasi di approvazione staranno al passo con queste tecnologie? I sistemi legislativi e i governi ragionano ancora con la mentalità degli anni settanta.

K: Già. La tecnologia invece si sta muovendo così in fretta che non riescono a stargli dietro. Anche le assicurazioni non hanno ancora deciso che valutazione dare a queste nuove tecnologie. questa è la vera sfida: dobbiamo educare i politici, i legislatori a pensare, ad esempio, a come regolamentare una app o una rete di apparecchi, o a come impedire che un pacemaker venga hackerato. L’intelligenza artificiale sta già arrivando nei nostri smartphone. Il Dr. Siri o il Dr. Watson saranno presto sui nostri smartphone e potremo presto avere un facile accesso ai migliori medici del mondo e ai database più aggiornati. Questo, ne sono certo, cambierà radicalmente il nostro lavoro ed il modo di curarsi.