Leghe a memoria di forma

By agosto 3, 2018technology

Sono innumerevoli le applicazioni delle leghe a memoria di forma, quelle resilienti e capaci di rispondere ad uno stimolo, sviluppate nel campo aerospaziale, sebbene non per il volo di per sé. Nel 1959, il ricercatore William Buehler stava progettando materiali per coni di intercettazione balistica intercontinentale in grado di sopportare temperature estreme e pressioni sui missili quando volano ai confini dell’atmosfera, per poi rientrare. Buehler ha inventato una lega di nichel e titanio, che non era solo resistente, ma anche super malleabile ad alte temperature.
Da quella scoperta, gli ingegneri sono diventati piuttosto bravi nell’utilizzare le strutture della memoria di forma per produrre movimenti prevedibili a temperature precise. Queste leghe cambiano fase, ma non, per esempio, da solido a liquido. Passano da una fase solida all’altra, come il ghiaccio che si trasforma in un diverso tipo di ghiaccio.

Nell’aeronautica di oggi, si hanno tante parti mobili, ma gli attuatori, i cavi, i motori, I lubrificanti e gli ingranaggi idraulici essenziali per il funzionamento dell’aereo, occupano spazio, impiegano risorse preziose ed energia. Sono quindi i fruitori ideali di queste tecnologie e così lo sono tanti altri settori industriali, dall’automotive al medicale.
Le parti realizzate con le leghe a memoria di forma sono in genere dal 10 al 20% più piccole e leggere rispetto a componenti tradizionali.
Abbiamo lanciato il nostro occhio al futuro visitando SAES Getters, azienda italiana leader nel mondo per farci un’idea di quanto quest’evoluzione tecnologica stia trasformando molti oggetti di uso quotidiano.